Può essere utile distinguere:
a) il gioco d'azzardo è “informale e ricreativo” quando si mostra come un comportamento saltuario, che si mette in atto per socializzare o competere e con la consapevolezza dei suoi potenziali rischi, quindi i suoi costi restano contenuti;
b) il gioco d’azzardo si fa “problematico” quando diventa un comportamento volontario rischioso per la salute dell’individuo (mentale, fisica e sociale). Generalmente si aumenta la frequenza o la periodicità della ricerca del gioco e si aumentano anche il tempo di gioco e il denaro ad esso dedicato: la persona ci mette sempre più energia e investimento. C'è necessità di diagnosi precoce e di intervento clinico;
c) il gioco d’azzardo diventa “patologico”, quando mostra i sintomi di una dipendenza patologica, cioè di un disturbo psichico, di una malattia neuropsicobiologica, con conseguenze sanitarie e sociali che necessita di diagnosi, cura e riabilitazione. La persona gioca quotidianamente e/o in modo intenso con conseguenze negative per se stessa e per il suo contesto familiare e sociale. Il pensiero corre costantemente al gioco e alle modalità per vincere (craving) ed è frequente la recidiva (Serpelloni, 2012).